Niente assegno di divorzio se ci si può mantenere da soli

Buongiorno,

dopo anni di crisi con mio marito,  finalmente abbiamo deciso di separarci.

Siamo entrambi dipendenti presso un’azienda, anche se mio marito ha un reddito più alto di me e, in costanza di matrimonio, abbiamo vissuto una vita di agi senza mai fare rinunce.

Come verrà calcolato l’assegno di divorzio?

(Anna)

Carissima lettrice,

l’assegno divorzile è una delle principali conseguenze di carattere patrimoniale del divorzio ed ha natura composita di tipo: assistenzialistico, compensativo e risarcitorio.

Per molto tempo si è ritenuto che il fondamento per l’erogazione dell’assegno divorzile fosse la necessità di assicurare al coniuge beneficiario un tenore di vita pari o almeno simile a quello che possedeva in costanza di matrimonio.

Dopo decenni, la Cassazione supera questo orientamento, che da sempre ha collegato l’assegno di divorzio in favore del coniuge debole al parametro del tenore di vita matrimoniale e in ragione della differenza di reddito tra moglie e marito.

Infatti la Cassazione, con sentenza recentissima, ha completamente rivoluzionato i criteri di assegnazione, affermando che, in sede di valutazione della richiesta di assegno, conta l’indipendenza o l’autosufficienza economica dell’ex coniuge richiedente e cioè, se quest’ultimo non sia oggettivamente in grado di mantenersi da solo.

I criteri utili per accertare la sussistenza dell’indipendenza economica dell’ex coniuge richiedente l’assegno sono, in sintesi: il possesso di redditi, il possesso di cespiti patrimoniali mobiliari ed immobiliari, le capacità e la possibilità effettive di lavoro, la stabile disponibilità di una casa di abitazione.

E quindi, niente assegno divorzile se ci si può mantenere da soli.