E’ reato immettere odori molesti in condominio?

Buongiorno,

è da 4 anni che vivo in un appartamento e, sin dal primo giorno, ho dovuto convivere con gli odori incessanti, le emissioni di fumi e i rumori provenienti dalla cucina del ristorante che si trova al piano terra dell’edificio.

Questa situazione è talmente tanto insopportabile, da costringermi a vivere con le finestre chiuse.

Vani sono stati tutti i tentativi di parlare con il proprietario del ristorante per chiedergli di adottare misure idonee per migliorare la situazione.

(Michele)

Caro lettore, per quanto sia sempre meglio cercare di trovare soluzioni “pacifiche”, al fine di preservare i rapporti di buon vicinato, a volte risulta assai difficile trovare un interlocutore pronto  ad ascoltarci, a riconoscere le nostre ragioni e a correggere la propria condotta.

I rapporti di vicinato sono molto complessi e, per cercare di gestirli nel migliore dei modi, la legge detta una serie di regole per fare in modo che contrapposti interessi e diritti, come nel caso del condominio, possano coesistere nel rispetto reciproco.

Quando ciò non accade è sempre un problema.

In materia di immissioni e odori molesti all’interno del condominio, per esempio odore di sugo e fritto, come nel Suo caso, è intervenuta proprio recentemente la Cassazione penale, con sentenza n. 14467/17, affermando che tale condotta potrebbe addirittura integrare gli estremi di reato.

Infatti la propagazione di odori inaccettabile, quindi oltre la normale tollerabilità, c.d. “molestie olfattive”, viene inquadrata dalla Cassazione nel reato di “Getto pericoloso di cose”, art. 674 del codice penale. Ai sensi del predetto articolo: “Chiunque getta o versa, in un luogo di pubblico transito o in un luogo privato ma di comune o di altrui uso, cose atte a offendere o imbrattare o molestare persone, ovvero, nei casi non consentiti dalla legge, provoca emissioni di gas, di vapori o di fumo, atti a cagionare tali effetti, è punito con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda fino a duecentosei euro”.